Il fruttosio è uno zucchero semplice, naturalmente presente nella frutta, nel miele e in alcuni vegetali.
Poiché ha un indice glicemico molto inferiore a quello dello zucchero comune, le industrie hanno pensato di usarlo nei prodotti per diabetici e, negli ultimi anni, è anche aumentato il suo uso come dolcificante.
Ma nonostante l’idea comunemente diffusa che il fruttosio sia salubre, questo zucchero è ben lontano dall’essere il dolcificante ideale.
In realtà il fruttosio che viene usato abitualmente, non è quello contenuto nella frutta, ma quello ottenuto chimicamente dal glucosio presente nell’amido di mais.
Attraverso questo processo si ottiene uno sciroppo di mais ad alta concentrazione di fruttosio (High Fructose Corn Syrup) o mediante purificazione, concentrazione, cristallizzazione e essiccazione, il fruttosio in polvere.
Negli ultimi anni, il consumo di fruttosio è aumentato vertiginosamente: secondo le stime un americano medio consuma circa 1/2 litro al giorno di bibite contenenti sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio, qualcosa come 185 litri all’anno.
Gli studi hanno mostrato che il fruttosio ha sul fegato la stessa capacità dell’alcool di far aumentare il grasso intracellulare, e questo spiega l’aumento negli ultimi 30 anni, di casi di steatosi epatica non alcolica.
La steatosi è una patologia dovuta all’accumulo di grassi (trigliceridi) all’interno delle cellule, che comporta una serie di danni fino alla necrosi e morte cellulare.
Oltre ad essere associato ad una diminuzione della funzionalità epatica, il fruttosio è correlato ad un aumento dell’ipertensione, del rischio di patologia cardiovascolare, dell’ insulino-resistenza e dell’obesità.
Per questo anche l’American Diabete Association sconsiglia il fruttosio ai pazienti affetti da diabete.
Ma se questi sono gli effetti del fruttosio, quali possono essere gli effetti della frutta ?
Gli effetti deleteri del fruttosio, sono limitati al fruttosio raffinato.
Non si ha alcuna evidenza per quel che riguarda il fruttosio naturalmente presente nella frutta.
La frutta fresca infatti, non contiene solo fruttosio, ma anche fibre e antiossidanti perfettamente armonizzati, che garantiscono un effetto più che positivo per la nostra salute.
Se beviamo un bicchiere di acqua con 3 cucchiai di zucchero, possiamo osservare nella prima ora un aumento della nostra glicemia. Il nostro corpo per tutta risposta, produrrà molta insulina, che ha il compito di eliminare l’eccesso di zucchero nel sangue.
Così nella seconda ora ci troveremo in una condizione di ipoglicemia, perché lo zucchero nel nostro sangue si abbasserà troppo rapidamente, e ci sentiremo stanchi e affamati.
Ma che cosa accade se insieme allo zucchero aggiungiamo anche dei mirtilli frullati?
Anche i mirtilli contengono zucchero che dovrebbe aggiungersi a quello già presente nella nostra bibita, e questo dovrebbe far impennare la nostra glicemia anche di più.
Invece non si osserva alcun picco glicemico e nessuna conseguente ipoglicemia.
Questa differenza è probabilmente dovuta alla presenza di fibre dei mirtilli che rallentano lo svuotamento dell’intestino, facendo si che lo zucchero venga assorbito più lentamente rispetto a quanto accade per la sola acqua e zucchero. Oltre a questo, la presenza di fitonutrienti nella frutta fresca, sembra inibire l’assorbimento dello zucchero attraverso la parete intestinale.