La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, in cui il sistema immunitario attacca i nervi. Colpisce spesso nel fiore della vita ed è una patologia degenerativa, imprevedibile e spaventosa che può causare deficit cognitivo, perdita della vista, tremore, debolezza, perdita di controllo della vescica, dolore e fatica.

Il farmaco più prescritto per la sclerosi multipla è l’interferone beta che può dare pesanti effetti collaterali e costa 30.000 dollari all’anno, ma se funzionasse sarebbe comunque fantastico. Purtroppo però non sembra  prevenire o ritardare la disabilità a lungo termine.

Restano quindi i farmaci come  il mitoxantrone (immunosoppressore) che provoca danni cardiaci irreversibili a una persona su otto, e sembra causare la leucemia a quasi l’1% delle persone che lo assumono. Ma la sclerosi multipla non è una passeggiata, e pur di contrastarla i pazienti sono pronti a correre dei rischi.  Eppure potrebbe esserci una cura economica, sicura, e priva di effetti collaterali, almeno così scriveva il Dr. Swank.

Il Dr. Roy Swank, scomparso all’età di novantanove anni, è stato un illustre neurologo,  la cui ricerca è illustrata da oltre 170 articoli scientifici. Vediamo cosa dicono i suoi studi:

Già nel 1950, era chiaro che in alcune aree del mondo, come Nord America ed Europa, i casi di sclerosi multipla erano più frequenti, mentre  in altri luoghi come Africa e Asia, erano molto rari. Poi, con gli studi migratori, si è potuto vedere che quando le persone si spostavano da una zona a basso rischio di malattia,  ad una ad alto rischio, le possibilità di ammalarsi di SM crescevano, e viceversa.

Così si è pensato che la malattia fosse correlata allo stile di vita piuttosto che alla sola genetica.

In un’intervista rilasciata all’ età di 84 anni, il Dr. Swank espresse la sua idea :

” Mi sembra si possa trattare di una questione legata all’alimentazione, perché mano a mano che ci spostiamo a nord, le popolazioni sono meno vegetariane e consumano più carne.

Dopo lunghi studi, monitorando pazienti affetti da sclerosi multipla, il Dr. Swank ipotizzò che il grasso animale potesse essere una delle cause della malattia.

Pensò che una dieta ricca di grassi saturi ( anche un singolo pasto con uova e salsicce) rendesse il sangue più denso, favorendo l’aggregazione tra i globuli rossi. Questo, peggiorerebbe la circolazione nei piccoli vasi sanguigni che alimentano il nostro sistema nervoso centrale, andando a danneggiare la barriera ematoencefalica, che protegge il nostro cervello, e che evita che esso venga in contatto con elementi nocivi che possono circolare nel sangue.

Così il Dr. Swank, decise di mettere alla prova la sua teoria, limitando l’assunzione di grassi in alcuni pazienti affetti da SM. Il consumo dei grassi totali non doveva superare i 40 g, i grassi saturi non dovevano superare i 15 g e i polinsaturi non superavano i 25 g.

I primi 47 pazienti, dopo una riduzione dei grassi saturi del 90% dalla loro dieta, mostrarono una riduzione sia di frequenza che di gravità degli attacchi di sclerosi multipla. A questi si aggiunsero altri 100 pazienti, e i controlli durarono per 34 anni.

Con la sua dieta, il Dr. Swank dimostrò di poter bloccare la malattia nel 95% dei casi allo stadio iniziale, senza che insorgessero ulteriori handicap nei 34 anni successivi. Ma se i pazienti che avevano migliorato la loro salute fino alla quasi completa scomparsa dei sintomi abbandonavano la loro dieta,  mangiando grassi saturi per alcuni giorni (anche solo 8g), i sintomi tornavano a farsi sentire.

Ma che cosa accade ai pazienti dopo 50 anni? Gli studiosi hanno rintracciato 15 pazienti del Dr. Swank che ancora seguivano le sue indicazioni e avevano la sclerosi da oltre 50 anni, e 13 su 15 apparivano ancora perfettamente sani ed erano attivi e insolitamente giovanili.

La dieta del Dr. Swank al momento risulta essere la terapia migliore per questa patologia.

 

Riferimenti:

Effetti di una dieta low fat su pazienti affetti da SM

Dieta Swank trattamento più efficace 

Mimetismo molecolare e malattie autoimmuni 

Cause del danneggiamento della barriera ematoencefalica 

Studio Dr Swank: Grassi alimentari e densità del sangue